Vita o Morte della Fotografia: Scuole di pensiero?

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Apprendo oggi di una dichiarazione di Sebastião Salgado
(n.d.r. fonte )
il quale presuppone una preoccupazione riguardante la strada che la fotografia mondiale sta’ percorrendo.
Parlando di Social Network ed in particolar modo di Instagram
profetizza una morte della fotografia a favore della supremazia dell’immagine.

Una visione realistica?
Apocalittica?
Pessimista?
A questo punto vorrei mettere in parallelo le parole di un’intervista di qualche tempo fa a Giovanni Gastel
(n.d.r. fonte) , il quale indica il momento storico come una rivoluzione culturale ma anche tecnologica in cui il concetto di immagine
prenderà la sua importanza e la sua netta distinzione da quello fotografico che tornerà ad essere espressione di una data parte di realizzatori e committenti.
Quindi nessuna morte, ma una nuova vita.

Una visione realistica?
Ottimista?
Dov’è la verità?
Quale “profezia” si avvererà.
Il mio punto di vista:

Propendo da sempre verso la visione di Giovanni Gastel, pur vivendo a volte con disagio questa attuale confusione fra immagine e fotografia, amplificata dai social network.
Credo fermamente che il ritorno sempre più concreto della fotografia analogica e di persone interessate ad essa, sia uno dei segnali più importanti.
Credo che conviveranno nella fotografia due grandi realtà rappresentate dal digitale e dall’analogico e credo che l’immagine avrà un’altrettanto spazio importante, in tutto cio’ che sarà la veicolazione della notizia o di qualsiasi azione destinata ad
essere estemporanea.

E voi? Verso quale visione propendete?
Attendendo i vostri commenti vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo.

(Scritto da Tiziano Toma)

foto

 

 

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One thought on “Vita o Morte della Fotografia: Scuole di pensiero?

  1. Riccardo ha detto:

    Davvero difficile a dirsi….di sicuro il ritorno all’analogico è un fatto, e credo esprima un disagio di un gran numero di persone verso la nuova deriva culturale digigrafica.
    Credo la fotografia si biforcherà ad y. Da una parte i puristi analogici….dall’altra i nativi digitali, alcuni dei quali deriveranno ulteriormente c’era le immagini.

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