La fotografia non si fa con il cuore: Parliamo di Critica e Regola dei terzi.

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Il soggetto è troppo centrale.
Il soggetto non è posizionato nella regola dei terzi.
Spesso ci si avvita in piroette, salti mortali e doppi carpiati
per cercar di criticare l’operato altrui, senza possedere una minima cognizione di ciò che si dice.
Premesso che non ho mai visto alcuna ricetta medica, prescrivere discorsi logorroici privi di senso, almeno 3 volte giorno (ma non faccio il medico eh), direi che se ti occupi di tubi, acqua e scarichi, sarebbe meglio lasciar parlare chi ha uno studio
ed esperienza comprovata alle spalle.

Ora, cerchiamo di mettere ordine e di comprendere qualcosa riguardo le regole fotografiche.
Nello specifico parliamo di regola dei terzi.
Per prima cosa sottolineiamo che per fare fotografia, queste regole che sembrano semplici, non basta saperle, non basta conoscerne l’esistenza, servirebbe anche saperle applicare.

Che cos’è la regola dei terzi?

Facciamola semplice, senza troppi giri di parole.
Consiste nel posizionare soggetti primari (ma anche secondari se il senso estetico lo ritiene corretto) su delle ipotetiche linee che dividono l’immagine in 9 parti di egual misura.

Fin qui’ tutto semplice, ma allora perchè appare così ostico e difficile da comprendere, che per imparare ad inquadrare correttamente, agli inizi, per poi solo dopo saper e poter valutare se è il caso di applicare la regola, è importante allenarsi in tal
senso e capire se si ha una predisposizione alla fotografia o meno?

La scusa del non farlo, perchè si è agli inizi non regge ed è una scusa appunto, anche alquanto puerile, un po’ come il bimbo con la bocca sporca di cioccolata che dice alla mamma piangendo che no, non è stato lui a mangiarla.

Si vedono schiere e schiere di fotografi, foto amatori, neo professionisti dell’immagine ma anche i famosi “ Lei non sa chi sono io, io fotografo da 30 anni…” che ignorano bellamente quella suddivisione dello schermo o del mirino  così fastidiosa,
che è meglio posizionare l’orizzonte al centro del quadro, così gli do’ più importanza!

Insomma, il messaggio di oggi è sempre lo stesso anche se trattiamo un’argomento diverso:
Impariamo a dare importanza al senso estetico di una fotografia per vari motivi:

  • Per rispettare la fotografia.
  • Per far seriamente fotografia.
  • Per produrre fotografia e non immagini.
  • Per avere cognizione di causa quando si digita o si parla.
  • Per non essere identificati come il “Salvini” della fotografia.
  • Per capire se forse è il caso di comprare quel bel tavolo da ping-pong ed investire il proprio tempo in quello.
  • Per non far sanguinare gli occhi altrui.
  • Per tralasciare firme, titoli, poesie copiaincollate e descrizioni fantasiose avulse dal contesto di scatto.
regola-dei-terzi

ESEMPIO DI REGOLA DEI TERZI “Upside down to Amish Life” Progetto Editoriale pubblicato su : Foto Cult – Elegant Magazine – Ob Fashion – Photo: Tiziano Toma Fashion Designer: Pamela Fornari Makeup Artist: Noemi Pasculli make-up – @Giulia Giulia Antoccia Make Up Artist – Nadeshe Mantineo Hair Stylist: Maria Santaniello Booker: TANIA BETTI PHOTOGRAPHY Models : Valentina D’Aloia – Federica Sammarco – Loredana Vulpescu – Flavia Ghercea Assitant : Tiziano Mammana – Gianluca Cococcia

(Articolo scritto da Tiziano Toma)

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6 thoughts on “La fotografia non si fa con il cuore: Parliamo di Critica e Regola dei terzi.

  1. Alan Bianchi ha detto:

    Sacrosanto!
    La fase successiva sarebbe, secondo me, sapere quando poterla eventualmente non applicare… o meglio, saper dare equilibrio e saper misurare un compromesso senza per questo pretendere di far credere che un errore non sia un errore e voler fare i professori del: ‘è una cosa voluta – è arte’
    Altro: un immagine deve anche essere bilanciata – e questo è un presupposto necessario e anzi indispensabile… .. (credo eh…)
    Ma qui si divaga e soprattutto si rischia di pretender troppo

    (just my opinion eh, accetto critiche e obiezioni)

  2. creoart ha detto:

    Io credo che il tutto risieda nella semplicità.
    Dalla regola dei terzi in poi, la fotografia si basa su regole semplici.
    Talvolta sono più ostiche ma il loro presupposto è quello di dare semplicità all’immagine.
    La semplicità spesso porta all’armonia.
    E’ il complicarsi, il voler tirar fuori l’estro quando non si hanno i presupposti teorico-pratici per poterlo fare
    che non giova.
    Quando non applicare la regola dei terzi?
    Quando l’immagine si complicherebbe con essa.

    Grazie del commento.
    Un abbraccio.
    Tiziano.

  3. Anonimo ha detto:

    una risposta più semplice non potevi, potevate, darla!
    in effetti quale risposta migliore del: “perchè complicare l’immagine?”

    grazie
    un abbraccio a voi!

  4. Jacopo (CREOART) ha detto:

    La regola dei terzi, che ci piaccia o meno è alla base di qualsiasi immagine che scattiamo, dovrebbe essere ormai automatizzata nel cervello al momento del click sulla macchina.
    Insieme ad altre poche regole semplici, ma anche quelle essenziali.
    Chiunque parla di “rompere le regole” o di “infrangere le regole” purtroppo nel 90% dei casi, crea solo un danno all’immagine, perchè, che vi piaccia o meno, per infrangere una regola, prima bisogna conoscerla.

    Jacopo

  5. Fabrizio Oliva ha detto:

    ok alla regola dei terzi, una DELLE regole più semplici da applicare… ma è assolutamente sbagliato considerarla l’unica. In fotografia, anzi nelle ARTI FIGURATIVE, le “regole” sono tante.

  6. creoart ha detto:

    Non mi pare che via si scritto che la regola dei terzi sia l’unica regola esistente.
    Ho ricontrollato. No, non c’è scritto questo.
    Grazie comunque del commento.

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