La fotografia non si fa con il cuore: Conoscere i termini ed il significato.

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Capita spesso di leggere in giro per il web degli annunci di ricerca contenenti inesattezze ed incongruenze proprie di chi non opera in una dato settore, ma millanta di farlo.
A tal proposito mi piacerebbe in questo articolo, trattare in maniera generale alcune terminologie che spesso vengono confuse oppure omesse
e che andrebbero invece conosciute a fondo, per il loro nome e per il loro significato.

Ovviamente, leggere di fotografi che si offrono GRATIS di creare BOOK o pseudo modelle che chiedono un lavoro di BOOK gratuito è il primo sintomo della malattia dell’ignoranza
e questo aiuta a non prendere in considerazione determinate figure ed ambiti.
Esistono collaborazioni, lavori e tanto altro nel mondo della fotografia rivolta al mercato della moda, ma tutto avviene nella consapevolezza dei propri mezzi e capacità, costruiti con studio ed abnegazione, verso un terreno professionale in
continuo cambiamento, aggiornamento e dal carattere volubile.

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Andiamo quindi a prendere in considerazione il significato e l’uso di alcuni termini essenziali:

BOOK FOTOGRAFICO: Corrisponde ad un lavoro svolto da un fotografo prevalentemente in studio. Il book per una modella, ma anche per un attore, mira a definire i punti di forza del soggetto, senza tralasciare le caratteristiche reali. La capacità del fotografo in un book è quella di far apparire correttamente il soggetto, rispettandone le caratteristiche e ritraendole correttamente e non andando ad intervenire in maniera artificiale.
Un book ha sempre una propria causale; dalla più effimera alla più professionale, questa deve essere ben chiara a tutte le parti chiamate in causa per la sua realizzazione.
Il book è un primo strumento che la modella dovrà utilizzare per potersi far rappresentare da un’agenzia interessata.
Il book va rinnovato con cadenze precise e non dopo anni.
Fare più book fotografici non rappresentano un portfolio ma un rinnovo della propria “Carta d’identità lavorativa” visibile ai potenziali clienti.

PORTFOLIO FOTOGRAFICO: Questo strumento è un sunto che riassume le capacità acquisite e le professionalità dimostrabili della modella, attraverso un filo logico che puo’ far la differenza per un’eventuale cernita da parte di un committente.
Spesso il portfolio puo’ essere utilizzato per una visione più ampia del soggetto in un determinato ambito.
Facciamo un’esempio; Una committente ricerca una modella abituata a posare per un determinato filone commerciale. La modella ( il Booker/l’agenzia) mostreranno non un book ma un portfolio che racchiuderà l’insieme dei lavori che rappresenteranno il quid, in risposta alla richiesta del committente.

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BOOKER: E’ un professionista del settore moda ed operante nell’ambito commerciale di un’agenzia di modelle/i.
Si occupa dell’aspetto propositivo della propria rete modelle/i. In un’agenzia vi possono essere più bookers per un numero definito di modelle/i da rappresentare.
Spesso la figura del booker è utile anche come punto di riferimento e diviene un motivatore, un confidente, un amico per la modella, che spesso si trova in ambiti nuovi nei quali si dovrà adattare nel più breve tempo possibile.

CASTING: Questo è il momento in cui la modella presenta se stessa e le proprie referenze fotografiche  al committente, che presso la propria sede o nella sede dell’agenzia, valuterà le eventuali attitudini e capacità delle varie proposte.
Vi sono molte regole da rispettare per presentarsi ad un casting. Alcune sono ben definite, spesso sono di carattere fisico, altre sono di natura generale e comuni ad altri colloqui di lavoro, altre ancora sono sottintese e facenti parte dell’esperienza che la modella/i acquisirà nell’arco del tempo.

COMPOSIT: Altro strumento proprio per la presentazione della propria immagine.
E’ un biglietto da visita del mondo della moda e dello spettacolo.
Si presenta sotto forma di cartoncino dalle misure di 15 x 21 cm.
Su di esso vengono riportate una o più foto, i dati fisici ed i recapiti personali o dell’agenzia.

FITTING: Prova abiti che segue alla conferma della modella/o.
In alcuni casi il fitting avviene anche durante il casting. In altri casi avviene più volte, anche prima di una sfilata, per ridefinire l’ordine delle indossatrici ed i capi impegnati.

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DESIGNER: o anche Fashion Designer, rappresenta il termine più usato per indicare lo Stilista.
E’ il creatore delle collezioni, che non sempre da il nome alle stesse. Esistono infatti fashion designer impegnati nell’industria del Fast Fashion o dell’Haute Couture
che creano linee per marchi noti che portano il nome del loro fondatore.

HAUTE COUTURE: Dal francese che significa alta moda, più usato del termine inglese high fashion..
E’ la moda che tratta le creazioni in ambito sartoriale e spesso in contrasto con la visione del Fast Fashion.
Parigi, Italia, New York e Londra sono i paesi che meglio rappresentano l’alta moda nel mondo.
In contrasto con una visione artigianale e molto ricercata del passato, oggi nell’Haute Couture sono presenti anche accessori ed affini, oltre che capi di prêt-à-porter,
per rispondere al mercato del Fast Fashion, sempre più aggressivo ed economico.

FAST FASHION: Mercato legato alla moda, ad oggi rappresentato da marchi come Zara o H&M, che mirano ad un ricambio veloce delle tendenze e quindi del bisogno di nuovi acquisti.
L’evoluzione del Fashion Victim è strettamente correlata, con conseguente perdita di esclusività, stagionalità e qualità, propri invece, delle creazioni Haute Couture.

Ho racchiuso qualche termine più o meno noto e spesso male utilizzato nell’ambito dei non addetti ai lavori, al fine di dare un contributo alla conoscenza di un mondo variegato, strutturato e molto più complesso di quanto si possa credere.
Schermata 2015-10-15 alle 13.31.54

Fotografia Tiziano Toma per Mint Magazine – Rendez Vous de la mode
(Articolo scritto da Tiziano Toma)

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